All'atto della nascita, l'aspetto di una farfalla non ha nulla a che vedere con quello degli adulti che l'hanno messa al mondo. Una differenza tanto notevole da aver fatto pensare molti studiosi, in passato, che bruco e farfalla non avessero alcun legame genetico. La spettacolare trasformazione che investe la vita delle farfalle è chiamata metamorfosi. Essa consta di quattro fasi distinte:
- Uovo: le farfalle depongono le uova sopra, o comunque vicino, a determinate piante, dette per questo motivo piante ospiti. Le piante stesse serviranno da cibo ai bruchi
- Bruco: dall'uovo esce un minuscolo bruco che, dopo aver divorato quello che resta dell'uovo stesso, comincia a mangiare la pianta sulla quale si trova. In queste fasi il bruco sfoggerà un appetito da record, sfruttando le mascelle robuste delle quali è dotato. Il cibo permetterà al bruco di crescere rapidamente di dimensioni, arrivando a mutare pelle fino a 4-5 volte nel corso della sua vita, non riuscendo più a stare dentro quella che è una sorta di "scheletro esteriore"
- Crisalide: quando il bruco ha raggiunto i limiti della sua crescita, la pelle si lacera per l'ultima volta e spunta quindi la crisalide. All'interno il bruco subisce una completa metamorfosi: il vecchio corpo scompare e si trasforma totalmente
- Farfalla: Poco tempo prima dello sfarfallamento, dalle pareti della crisalide è possibile intravedere i colori della farfalla ormai formata. L'adulto quindi rompe la crisalide e inizia a dischiudere le ali. Solo in questo momento il cuore della farfalla sarà in grado di pompare emolinfa con una forza tale da permettere a questo "sangue" di percorrere completamente le venature delle ali facendole distendere. Asciugate le ali, la farfalla è pronta a spiccare il volo.
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